Piccolo Dizionario della Chat delle Mamme (Edizione Gita Scolastica)
Una guida non richiesta ai termini tecnici della chat di classe, dal "Ci sono anch'io!" al silenzio assoluto dopo la richiesta di bonifico.
Nell'anno del Signore appena iniziato, in una scuola qualunque d'Italia, si apre una chat WhatsApp chiamata "3ª A - Info Gita", e in quel preciso istante trentadue persone accettano, senza saperlo, di diventare protagoniste di un'epopea. Io sono la rappresentante di classe. Ho preparato un caffè, ho aperto il telefono, e ho deciso che era il momento giusto per scrivere, finalmente, il dizionario che ci mancava.
"Ci sono anch'io!" (esclam.)
Significato letterale: nessuno. È il rumore che fa una chat quando qualcuno vuole far sapere di aver letto il messaggio senza impegnarsi in nessuna direzione. Compare in coppie, mai da solo, come le rondini.
"A che ora ci vediamo?" (interr.)
Domanda posta da chi non ha letto il messaggio sopra, che conteneva l'orario. Segue sempre, con precisione quasi liturgica, un lungo silenzio, poi la stessa domanda riformulata leggermente diversa da un'altra madre.
"Bonifico fatto! ✅" (loc. verb.)
Frase che può significare tre cose: il bonifico è stato effettivamente fatto; il bonifico sarà fatto stasera; oppure, nel raro terzo caso, il bonifico è stato fatto alla gita dello scorso anno e la persona ha semplicemente sbagliato chat. Io controllo l'estratto conto come un'aruspice controlla le viscere.
"Chi porta la torta per la maestra?" (frase pericolosa)
Domanda che, se lasciata senza risposta per più di quattro ore, produce spontaneamente sei torte e zero acqua per trentadue bambini in gita.
Piccola divergenza, segnalata come tale, su cosa fanno le formiche quando devono decidere qualcosa insieme
Ho letto, per motivi che non hanno nulla a che fare con la gita, che le formiche esploratrici tornano al formicaio lasciando una scia di feromone proporzionale alla qualità del cibo trovato, così le altre seguono automaticamente la traccia più forte, senza mai votare, senza mai una chat con sessantuno messaggi. Nessuna formica ha mai scritto "Ci sono anch'io" a un'altra formica. Sono rimasta un attimo lì, con il telefono in mano, a chiedermi dove avessimo sbagliato come specie.
Comunque. Torniamo alla gita.
"Scusate il ritardo!" (formula di cortesia)
Detto da chi risponde alla richiesta di pagamento nove giorni dopo, generalmente accompagnato dal bonifico stesso, che arriva puntuale come un treno regionale che ha deciso di riconciliarsi con l'orario per un giorno soltanto.
Il dialogo che si ripete, identico, ogni anno
- Ma quanto dovevo dare per la gita?
- Venti euro, l'ho scritto martedì.
- Ah, dai, tranquilla.
- Tranquillissima.
"Basta che qualcuno organizzi" (loc. impersonale)
Frase pronunciata da chi non vuole organizzare nulla, ma vuole che si sappia che è comunque a favore dell'organizzazione in generale. Il soggetto sottinteso è sempre io, la rappresentante, l'unica persona nella chat che risulta stranamente "qualcuno" in ogni frase di questo tipo.
"Fatemi sapere" (formula circolare)
Frase che chiude un messaggio senza in realtà chiedere nulla a nessuno, e che quindi non riceve mai risposta, e che infatti nessuno si aspetta riceva risposta, ed è forse per questo che compare, identica, alla fine di ogni singolo messaggio della chat da settembre a giugno.
"Vi aggiorno" (formula di potere)
L'ultima parola della rappresentante di classe prima che la chat torni al silenzio, momento in cui, per una manciata di ore, tutti fingono che la questione sia chiusa.
E infine, la voce che in realtà cerco da anni
Quello che sto davvero cercando, se devo essere onesta, non è un dizionario più completo ma una pagina sola, un link, che dica venti euro, gita di terza, scadenza venerdì, con l'IBAN già scritto lì sopra, senza dover ripetere la cifra sei volte in tre giorni. Con ClassKasa la manda una volta sola, ognuno vede il numero e paga con un bonifico normale, senza scaricare niente, e io smetto di controllare l'estratto conto come un'aruspice. Resta comunque, temo, il problema delle torte.
Ne sono arrivate sette. Nessuno ha portato l'acqua.