L'ho Detto ad Alta Voce. Due Volte. Con le Mani.
Un reportage dall'assemblea di classe, dove una cifra chiara ha incontrato ventisette famiglie ed è uscita dall'altra parte completamente fraintesa.
C'era una volta, in una lontana galassia chiamata assemblea di classe di settembre, ventisette famiglie sedute su sedie pensate per bambini di sei anni, convocate per sapere, con chiarezza e buona educazione, quanto dovevano per la gita di ottobre. Non era un vertice internazionale. Era l'assemblea di classe, e la cifra in questione era diciotto euro.
L'avevo scritta su un foglio la sera prima, in stampatello, con "SOLO GITA" sottolineato due volte, perché in una vita precedente questa stessa scuola aveva raccolto soldi per una gita e per il regalo alla maestra nella stessa settimana, e nessuno, me compresa, se n'era mai del tutto ripreso.
L'ho detta ad alta voce. L'ho detta piano. Ho detto "solo gita" due volte, la seconda guardando la stanza con l'aria di chi crede che guardare aiuti. Metà dei telefoni si è illuminata prima ancora che finissi la frase, cosa che scelgo, generosamente, di interpretare come entusiasmo.
Il miracolo dei novanta secondi
Novanta secondi dopo essermi seduta, la chat delle mamme (e dei tre papà che rispondono sempre con un pollice in su) si accende con: "scusate, è solo per ottobre o per tutto l'anno?"
Avevo detto "solo gita". L'avevo detto a due metri da quella stessa persona.
Poi arriva un "perfetto", che a un'analisi successiva significa l'esatto contrario di perfetto. Poi chi chiede se è la stessa raccolta del regalo per la maestra, che non lo è, quello è a giugno. Poi chi chiede se il bonifico "in sospeso" su Satispay conta già come pagato.
Poi la situazione precipita.
Piccola e, lo ammetto, superflua divagazione sulla plastificatrice
(Lo segnalo subito, così puoi saltare avanti.) Devo confessare una cosa sulla mia plastificatrice, perché la uso più di quanto sia sano. C'è una soddisfazione molto precisa nel sentire il foglio scorrere dentro e il bordo sigillarsi con un piccolo clic, la stessa soddisfazione, immagino, di un gatto che trova finalmente il punto esatto del divano dove il sole scalda meglio. Ho plastificato l'elenco delle intolleranze, il calendario dei turni merenda e, nel mio momento più basso, un cartello che dice solo "LEGGETE IL GRUPPO" con una freccia verso il basso. Non ha mai fermato nemmeno una domanda arrivata novanta secondi dopo che avevo già risposto. Comunque. Torniamo in aula.
Per il verbale
- Io, ad alta voce, piano: diciotto euro, solo gita, entro il venti.
- La chat, novanta secondi dopo: "scusate è per tutto l'anno?"
- Io, scrivendo, calmissima: solo gita, come ho appena detto in riunione.
- Una mamma, tre messaggi dopo: "perfetto grazie mille!"
- La stessa mamma, il giovedì successivo: "scusate è quella del regalo?"
Non lo dico con cattiveria. Anch'io mi sono seduta su quelle sedie, mezza distratta, a fare i conti su come recuperare il tempo per la spesa dopo. L'aula non è piena di gente a cui non importa. È piena di gente che fa sei cose insieme, e diciotto euro per la gita, giustamente, non è la più urgente.
Il che è, a conti fatti, tutto l'argomento per mettere la cifra in un posto dove si può rileggere due volte, alle undici di sera, invece di coglierla a metà frase tra il saluto della maestra e la lotteria di Natale. Il nostro lo fa con un link a famiglia, già con l'importo giusto, così nessuno deve fidarsi della memoria formata su una sedia per bambini di sei anni.
Ha funzionato. Diciamo.
Quella sera il proiettore non si è mai collegato, quindi nessuno ha visto davvero la slide con la cifra, il che forse è la spiegazione più onesta di tutta questa storia. Ventitré famiglie su ventisette hanno pagato entro la settimana, un bonifico è arrivato con causale "gita ottobre grazieee", e il resto, al momento in cui scrivo, "ci sta pensando".
Quindi la cifra è stata detta, sentita, fraintesa, e alla fine pagata, più o meno in tempo, più o meno per intero. Ho iniziato a pensare di scrivere "SOLO GITA" a caratteri cubitali sulla prossima locandina. Non ho ancora trovato il font giusto.