Ferragosto, ore 14:30, causale «sry»
A giugno una famiglia sparisce con 18,50 euro della gita ancora da pagare. A Ferragosto, in un rifugio senza campo, arriva il bonifico. Causale, testuale, sry.
Il 20 giugno, alle 18:03, sulla chat della Classe 2ª B della scuola Rodari si è chiusa, quasi, l'ultima pratica dell'anno: la gita di fine anno alla fattoria didattica, 18,50 euro a bambino, ventidue famiglie su ventitré già in regola. La ventitreesima aveva letto il messaggio, aveva messo la doppia spunta blu su tutto quello che le avevo scritto per due settimane, e poi, semplicemente, era passata ad altro. Come si passa ad altro a giugno, cioè con una naturalezza quasi ammirevole.
Il conto fermo a 18,50 euro
Non è una cifra enorme. È il tipo di cifra che non giustifica una telefonata, non giustifica un secondo messaggio con tre punti esclamativi, e proprio per questo resta lì, sospesa, come un quadro leggermente storto che solo io vedo ogni volta che entro nella pagina della raccolta. La pagina mostra un totale che sale, mai un nome, ma io il nome lo so benissimo e lo controllo comunque: undici volte a giugno, quattro a luglio, l'ultima la sera prima di partire per le vacanze, con la valigia ancora aperta sul letto.
Il messaggio che ho riscritto quattro volte
La prima versione diceva "Ciao, ti risulta ancora il bonifico della gita?". Troppo burocratica. La seconda diceva "Tutto ok? Manca solo il tuo!". Troppo da segretaria scolastica. Alla fine ho mandato la terza.
- Nessun problema per i tempi, quando fai prima fai prima!
Non pensavo una parola di quella frase. Pensavo: vi prego, chiudiamo questa storia prima che diventi un mistero che si tramanda alle prossime generazioni di terza B. Ma a una famiglia che probabilmente ha solo la testa altrove non si scrive così, quindi ho scritto la versione gentile e ho lasciato che i 18,50 euro diventassero un pensiero di sottofondo, tipo un rubinetto che gocciola in un'altra stanza.
Hanno risposto con un pollice in su. Nessun bonifico. Il pollice in su, in questi casi, è quasi un affronto.
Piccola parentesi, dichiarata come tale: la colpa è di Augusto
Lo sapevi che Ferragosto viene dalle Feriae Augusti, le ferie proclamate dall'imperatore Augusto nel 18 avanti Cristo perché contadini e animali da lavoro si riposassero dopo la fatica della mietitura? Un imperatore intero che ferma un impero perché la gente stacchi la spina, tremila anni prima che qualcuno inventasse l'espressione "stacchi la spina" e la rendesse insopportabile.
Il problema è che io a Ferragosto non stacco proprio niente. Sono in un rifugio a millenovecento metri, con una tazza di orzo in mano e zero tacche di campo, e sto comunque calcolando quanti giorni mancano al 15 settembre, data in cui, per tradizione non scritta, ricomincia tutto da capo con la lista del materiale.
Va bene, torniamo al rifugio.
Ore 14:30, la notifica
Il telefono, appoggiato sul tavolo di legno accanto a un piatto di canederli, fa un suono che riconoscerei nel sonno. Una tacca di campo, forse due, giusto il tempo di ricevere una notifica. La apro con la stessa calma con cui si apre una lettera che si aspetta da settimane e ormai non si aspetta più.
Bonifico ricevuto. 18,50 euro. Causale, parola per parola: sry.
Non "scusa il ritardo". Non "eccoci, con colpevole ritardo". Sry, cinque lettere, come se fosse un messaggino tra amici del liceo e non la chiusura di un capitolo durato due mesi. L'ho fissato per un tempo imbarazzante, poi ho riso da sola, forte, tanto che un tizio al tavolo accanto ha alzato lo sguardo dal suo piatto.
La parte dove cito l'app, poi chiudo
A un certo punto abbiamo costruito ClassKasa proprio per questo tipo di attesa, un link dove ogni famiglia vede quanto deve senza che io scriva promemoria sempre più gentili, e sul quale a pagare l'eventuale Premium è solo chi organizza la raccolta, mai le famiglie. Con il piano gratuito, cinque raccolte a classe, per sempre, quella gita ci sarebbe rientrata comoda. Non mi avrebbe fatto arrivare la notifica un minuto prima, comunque. Certe cose non sono un problema di app. Sono un problema di agosto.
Comunque. Dov'ero rimasta.
Una marmotta, sbucata da dietro un mucchio di sassi a forse tre metri dal tavolo, ha valutato il mio canederlo avanzato con l'aria di chi non ha mai ricevuto un no in vita sua, e se n'è andata solo dopo aver capito che non gliel'avrei lanciato. Il gruppo, nel frattempo, si è già risvegliato: qualcuno ha chiesto se a settembre si rifà la stessa raccolta anche per i quaderni.
I 18,50 euro sono arrivati. La lista di settembre è già a due voci. Il campo va e viene comunque, con o senza il mio bonifico, e per i prossimi dieci minuti il telefono resta appoggiato con lo schermo verso il tavolo.